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Hebraica Festività
Tu-Bishvat negli anni del boom ecologico

Il capodanno degli alberi e la salvaguardia dell’ambiente. Con un monito, che riguarda prima di tutto l’essere umano

Utilizzi una borraccia per evitare lo spreco di plastica? Ti dedichi ogni giorno alla raccolta differenziata? Quali mezzi di trasporto usi per muoverti quotidianamente? D’estate quanto frequentemente accendi l’aria condizionata?
Possiamo rispondere a queste domande raccontando le nostre migliori abitudini ecosolidali o possiamo rispondere in modo sincero. La verità è che la maggior parte di noi utilizza la macchina almeno una volta al giorno e cerca sollievo nel calore dei termosifoni dopo una fredda giornata invernale. Ma ormai abbiamo sentito così tanto parlare delle questioni ambientali che sappiamo di dover cambiare il nostro stile di vita per salvaguardare la salute della Terra.
Anche se la corsa al green si è diffusa negli ultimi decenni, il valore del rispetto della natura fa parte della nostra società da secoli: nel corso della storia sono state soprattutto le religioni a diffondere tradizioni legate alla difesa dell’ecosistema.

LE RELIGIONI IN DIFESA DELL’AMBIENTE
Il tema della salvaguardia del Creato coinvolge ogni religione. Esse ricoprono da sempre un ruolo centrale perché hanno il potere di spingere i fedeli a seguire stili di vita sostenibili. “Al di là delle religioni orientali che sono più intimiste, tutte e tre le religioni monoteiste hanno alla base un atteggiamento comune di rispetto nei confronti dell’ambiente”, spiega Maria Rosaria Piccinni in un articolo pubblicato su Adnkronos. Il Cristianesimo ha dato voce a personaggi simbolo come San Francesco d’Assisi, la cui esistenza è stata mossa dall’amore per la natura e per gli animali.
E l’Islam non è da meno. Racconta Luca Scarnati su Globalist.it, che nel Corano Dio affida la custodia della Terra all’uomo: l’umanità ha la responsabilità di mantenere l’equilibrio sul pianeta e di salvaguardare la flora e la fauna.

L’ECOLOGIA NELL’EBRAISMO
I testi sacri dell’Ebraismo sviluppano l’argomento più a fondo, declinandolo di volta in volta con indicazioni tanto pratiche quanto moderne. L’ecologia è infatti un valore centrale nella cultura ebraica e sono molte le fonti bibliche che lo dimostrano. Fa notare rav Gianfranco Di Segni citato su moked.it che ciò “si evince chiaramente cominciando da Bereshit, dalla Creazione: Adamo ed Eva non vengono forse posti nel Giardino dell’Eden per ‘lavorarlo e custodirlo’ (Genesi 2-15)?”. Mantenere integra la Terra è perciò il primo precetto comandato da Dio alla prima coppia umana, e questo è un importante segnale per capire la profonda connessione tra ebraismo e ambiente. Una seconda avvisaglia emerge prendendo in considerazione le parole ebraiche Adam (uomo) e Adamah (terra): spiega Arthur Waskow che queste sono così simili per insegnarci che l’essere umano e il pianeta sono intrecciati e inseparabili, perché l’uno dipende inevitabilmente dall’altro.
A ciò va aggiunto che la tradizione ebraica dedica tutta una ricorrenza alla natura: in occasione della festa di Tu-Bishvat (letteralmente “15 di Shevat”) gli ebrei di tutto il mondo festeggiano il Capodanno degli alberi e rivolgono la loro attenzione all’ambiente e ai suoi frutti. Proprio mentre ci si prepara a vivere i giorni più freddi dell’anno e si affronta la pioggia e la neve, Tu-Bishvat ci aiuta a percepire i tempi della Terra, a capire che la fine dell’inverno è vicina, che la natura ha iniziato a risvegliarsi e, da qui a breve, ci donerà i suoi frutti.
Le indicazioni della Torah e dei Maestri per la cura del pianeta non si esauriscono qui. Esistono molti precetti riconducibili a quelle che oggi sono le regole auree di ogni ecologista che si rispetti. Una loro esaustiva descrizione si trova sotto la voce “Ecologia” della Jewish Virtual Library, da cui si evincono importanti indicazioni per la vita ebraica.

CONTRO LO SPRECO
Un precetto fondamentale per l’ebraismo, contenuto nel Libro di Devarim (Deuteronomio, 20:19), è quello del Bal Tashchit che impedisce in ogni circostanza di abbattere gli alberi da frutto, anche durante una guerra. Da questo specifico passo i Maestri hanno tratto il divieto di distruggere le risorse naturali, e hanno poi allargato il concetto includendo la necessità di evitare lo spreco di queste risorse e il consumismo esasperato.

CONTRO L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Nella tradizione rabbinica il problema dell’inquinamento dell’aria è affrontato nella Mishnah nel trattato di Bava Batra (2:8). Il commento del maestro Maimonide al versetto indicato stabilisce che le latrine e le industrie debbano essere costruite lontano dai centri abitati, perché il fumo e l’odore non devono raggiungere e provocare danni a cose e persone.

SEMPRE PIÙ AREE VERDI
Le prescrizioni nella tradizione ebraica riguardano anche la pianificazione urbana per la quale si forniscono a volte indicazioni molto precise. La Torah, nel descrivere le modalità di costruzione delle città per i Leviti (Numeri 35:1-5), indica che attorno a ogni spazio urbano deve esistere uno spazio aperto, non coltivato e libero da abitazioni, che il popolo può utilizzare per il bestiame e per soddisfare ogni altro bisogno.

Le tre indicazioni appena descritte sono un modello per ogni moderna città e dovrebbero far parte dell’educazione ebraica dei giovani. Tu-Bishvat ci permette di festeggiare il Capodanno degli Alberi, il risveglio della natura e di assaggiare durante il Seder le sette specie di frutti della Terra d’Israele. Ma ci permette soprattutto di riflettere e modificare il nostro rapporto con il pianeta, per valorizzarlo e proteggerlo in quanto sacra creazione di Dio.
Siamo ormai consapevoli di avere un dovere morale verso il pianeta. D’altronde, già nel 1974 rav Elio Toaff scriveva:

Da parte di molti si cerca ora di porre un riparo a questa situazione disastrosa e si suggeriscono rimedi che tengono conto solo di elementi e di fattori che hanno attinenza con l’azione dell’uomo nei confronti dell’ambiente, ma nessuno ha ancora pensato che per correggere seriamente tutti gli errori commessi contro la natura occorre prima trovare i mezzi per liberare l’animo umano da quegli elementi che lo hanno così gravemente inquinato da fargli perdere la nozione della funzione dell’uomo nel mondo.

Alessandra Sabatello
collaboratrice
Alessandra Sabatello ha 28 anni e vive a Roma. Ha una laurea in lettere e una passione per tutto ciò che è organizzabile e pianificabile (eventi, viaggi, progetti..). Per quattro anni ha lavorato nel mondo delle fiere librarie ed è una dei tre inquilini della Moishe House di Roma.

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