L'agenda di Joi
Cultura
The Club su Netflix: storia di una famiglia ebrea nella Istanbul degli anni Cinquanta

La trama ruota intorno a Matilda, una donna ebrea sefardita che ha terminato di scontare la condanna per un omicidio commesso quando era adolescente, e a sua figlia Raşel cresciuta in un orfanotrofio

C’è la storia di una famiglia sefardita nella Istanbul degli anni 50, al centro di The Club, la serie televisiva visibile su Netflix dal 5 novembre. Un’occasione per esplorare una parte della storia ebraica finora poco conosciuta (in Turchia vivono circa quindicimila ebrei).

Il primo episodio di “The Club”  inizia con una preghiera ebraica del sabato e finisce con una canzone ladina, ma in generale sono molti gli ingredienti jewish della serie nel suo complesso. Dalla discussione riguardo le regole dello Shabbat, alla tradizione di baciare una mezuzah quando si entra in una stanza, alle scene girate nelle sinagoghe turche, e poi ancora i dialoghi in ladino la lingua storica degli ebrei sefarditi.

La trama di The Club ruota intorno a Matilda, una donna ebrea sefardita che ha terminato di scontare una condanna in carcere per un omicidio commesso quando era adolescente, sua figlia Raşel e le persone che lavorano nel nightclub Club Istanbul, dove Matilda si guadagna da vivere. Come dicevamo i temi legati alla vita ebraica emergono in vari momenti, Tra questi lo scontro tra Matilda e il brutale Çelebi che la obbliga a lavorare durante l’inizio dello Shabbat nella sua prima settimana al club.

Il Club, dunque, con la sua atmosfera e le sue dinamiche diventa crocevia di intricate relazioni umane e assume un ruolo essenziale nello svolgimento della storia. Un altro tema fondante è quello del rapporto tra madre e figlia, tra una madre che finisce in carcere da giovane ed una figlia cresciuta in un orfanotrofio, turbata e provata dall’abbandono materno e incapace di accettare il ritorno della mamma dopo gli anni trascorsi in prigione.

A proposito della serie, Eli Haligua, editore del magazine ebraico turco Avlaremoz, ha dichiarato alla Jewish Telegraphic Agency. “”Una delle cose principali di cui il pubblico è davvero soddisfatto è che i protagonisti ebrei di The Club non vengono mostrati come malvagi o come strozzini. Nella serie, le minoranze e le persone non musulmane non vengono rappresentate come il male, o il nemico, ma in realtà come vittime della politica di turchizzazione, la pratica di assimilazione forzata che ha caratterizzato gran parte della storia turca”.

Gianni Poglio

Giornalista, autore, critico musicale. Dopo numerose esperienze radiofoniche e televisive, ha fatto parte della redazione del mensile Tutto Musica e del settimanale Panorama (Mondadori). Conduttore dii talk show per Panorama d’Italia Tour, con interviste “live” ai protagonisti della musica italiana e di dibattiti tra scienza ed intrattenimento nell’ambito di Focus Live, ha pubblicato per Electa Mondadori il libro “Ferdinando Arno Entrainment”


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *